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EVENTI PASSATI

13 Maggio 2022
  -  27 Maggio 2022
Impactart_Roma
In un mondo individualista un gruppo di artisti si ritrova per dipingere in modo corale Una visione ampia e che permette di vedere e fare arte a 360° Questa è non la storia di un gruppo di sette artisti ma è la storia artistica di Giovanni Bonfiglio, Marina Corallo, Patrizia Ercoli, Susanna Ferrante, Angelica Fortuzzi, Daniela Giovannini, Silvana Troisi che insieme compongono AA.VV. Ars Picta. Nati tecnicamente nel 2016 da un’esigenza comune di comunicare con l’arte, accolgono un invito espositivo dal titolo “Includendo” svolto nello spazio Tiburno a Roma. Con “La natura morta” molteplici stili , ma soprattutto sensibilità espressive diversificanti, si fondono pur mantenendo la propria marcata identità. Sette piccoli tasselli che compongono un grande unico quadro. Scoprono la bellezza della condivisione e dell’ascolto, ognuno ha il tempo e il modo di realizzare il pensiero artistico, già unico e completo, ma inscindibile dai lavori degli altri pittori. Il quadro si compone e si scompone senza mai perdere potenza ne credibilità. Il Progetto presentato nella ex galleria di via Palermo ora Impactart_Roma ha il titolo di “Da tanti i punti di vista”. E come nasce un progetto? Da un’idea ma soprattutto da un gruppo di persone che si ritrovano per un fine comune. AA.VV. Ars Picta sono più di un gruppo e il loro è più di un progetto. È la voglia di condivisione, di ascolto, di osservazione, di emozione, nel fare arte e nel farlo insieme. AA.VV. Ars Picta, è una felice realtà artistica in cui ci si ritrova, per il gusto di imparare dagli altri ed essere d’esempio per gli altri, un continuo do ut des, senza fini e senza filtri. Il progetto “Da tanti punti vista” è un modo per entrare nell’intima atmosfera dell’atelier di questo gruppo di artisti. Al centro un tavolo e come petali di uno stesso fiore: i cavalletti. Sul tavolo oggetti che rievocano, nell’immaginario, Roma e la sua romanità, piccoli frammenti di vissuto, grandi sensazioni di quotidianità. Ogni artista ha dato il suo contributo per allestire la scena, quinte reali e immaginarie per un’esplosione di sensazioni. Da ogni cavalletto, da ogni supporto, le tele si formano, si concretizzano, prendono forme e colori. Citazioni di sagome e profili, come sogni e ricordi. Nei luoghi della pittura, sulle tele, un avvicendamento ritmico di segni, alternati da sospensioni cromatiche, come improvvise attese, nascono le dichiarazioni in chiave pubblica e al tempo stesso privata, sul mondo esterno, sul flusso della vita interiore e degli stati emotivi. Gli artisti indagano ed esplorano la fenomenologia dei ricordi, amplificando la natura interconnessa delle cose nella loro intimità. Dipingere, si sa, esprime sentimenti, intimi turbamenti, ma il valore aggiunto del progetto è guardare la realtà da tanti punti di vista, secondo angolazioni diverse. Un solo punto di vista non consente di comprendere i mutamenti, le diverse luci, le simbologie. Su ogni singola tela, il vissuto di ogni autore, sia umano che artistico, si distacca dalla più cruda individualità, per far parte di un insieme ritmico. Tutte le tele si uniranno per dar vita a un mondo complesso, fatto di un mosaico di sensazioni, che ne esaltano la pluralità dei contenuti, scardinando l’assoluta relatività delle singole concezioni e superando limiti e confini. Perché ” il quadro è di tutti”, e sarà completo, solo quando l’ultimo artista avvicinerà la sua tela finita e il suo punto di vista si sommerà alle altre differenti visioni, in un’articolata narrazione esistenziale nei toni, nei colori nelle sfumature. Solo nella pluralità dei contenuti si arriverà al racconto della storia intima di un singolo artista. Opening venerdì 13 maggio ore 18.30 presso Impact Hub Roma via Palermo 41 – Roma “Da tanti punti di vista” rimarrà in mostra dal 13 maggio al 27 maggio 2022 orario: dalle 16.00 alle 19.00 da Lunedì a Venerdì
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11 Marzo 2022
  -  11 Marzo 2022
25 euro
percorso Eno-Artistico attraverso tutti i colori del vino e della fotografia. Connubio inaspettatoi
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5 Marzo 2022
  -  5 Giugno 2022
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Anime intrecciate In questa mostra vi è la storia del Messico attraverso le anime di due artiste, orgogliose testimoni dei colori e della tradizione del panorama artistico di una nazione. Karla de Lara rappresenta la sua Frida e ne ritrae il fuoco, la passione, il soffio vitale, entrando in punta di piedi nel suo studio d’artista, il luogo più sacro, incubazione di idee e di sfide, ambiente intimo, confine tra pubblico e privato. In questo spazio che separa l’artista dal mondo reale, Karla de Lara abbatte la solida fortezza protettiva e ci fa entrare nel luogo dove si celebra il rito del dipingere. Entriamo nella casa Azul di Città del Messico, e tra specchi, mappamondi, bauli, barattoli ordinati di colori, si intrecciano le storie. Sequenze di ambienti vuoti ma ricchi di anima non sono altro che reinterpretazioni di un realismo magico, che attraversando la pop art approda ad una nuova figurazione nell’esposizione delle immagini, delle architetture, manichini di uno sperimentale viaggio nel tempo. Con un atteggiamento idealistico Karla de Lara rappresenta lo spazio come un fatto mentale: Karla sa essere creatrice di realtà attraverso un filtro personale, grazie alla propria forza espressiva e alla solida padronanza della tecnica, che trasforma ogni pennellata in energia. Le sue sono inquadrature precise all’interno di una composizione seria e ponderata. In queste mura inondate dalla luce, la memoria storica di un vissuto sofferto viene rappresentata attraverso una perdita che trasforma l’assenza in una potenziale presenza. Una sedia a rotelle davanti a un cavalletto, tanti autoritratti surreali, raccontano il Messico nel suo dolore e nella sua storia, rivelano di uno spirito libero intrappolato in busti e fasciature, ma vestito con abiti sgargianti e ariosi. Frida esce dai suoi contorni netti, musa di sé stessa, racconta cosa vuol dire essere donna, essere artista, essere inferma. Inferno dentro, paradiso fuori. Una vera e propria miniera di informazioni sulla vita di una grande artista, attraverso la meticolosa restituzione di oggetti, immagini, architetture, come in un set abbandonato. Karla de Lara mette in scena una sorta di archeologia dell’estetica, rivelando le sue fondamenta e proponendo nuove interpretazioni: lo spazio, il tempo e la memoria si fondono. Se Karla racconta Frida, è anche Frida che racconta Karla con il suo modo audace di ridefinire le icone della cultura popolare, attraverso la consapevole rielaborazione di diversi stili artistici, dall’espressionismo all’iperrealismo, dal simbolismo alla pop art. Karla de Lara Incarna l’eredità e l’esperienza artistica del ‘900 con una visione nuova, moderna e tecnologica. Ha portato il suo lavoro sulla scena internazionale, con la pop art iperrealista. Con gli “occhi di Frida” si conclude il ciclo espositivo di Karla de Lara, sguardo profondo, paradiso amaro che ha sedotto chiunque l’avesse incontrata. Quello sguardo fiero, aspro e sensuale, ambiguo e tagliente è lo sguardo di chi soffre ma ama la vita e ne accetta il dolore: lacrime asciutte in cui disperdere tutta la disperazione. Karla de Lara ha saputo catturare l’essenza di quel percorso dell’anima, tra fierezza e dolore, tra allegria e solitudine; ha placato il dolore di Frida nelle calde pennellate, costante invito ad una lettura meditata dell’opera d’arte, alla ricerca di un significato che vada oltre l’apparenza. Chiara Sticca curatrice
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28 Novembre 2021
spazio Groenlandia - Roma
Il 28 novembre 2021 AntroPoliCentriche, di cui faccio parte,in collaborazione con lo Spazio ViaGroenlandia27 e Casale del Giglio, presentano *Sinestesie, percorsi eno-artistici*. SINESTESIE è un percorso sensoriale, un incontro tra l’arte e l’enologia in cui fotografia e vino si fondono, l’una mette in risalto le caratteristiche dell’altro attraverso un gioco di sensazioni tattili, gusto-olfattive e visive che si incrociano e si ritrovano. In mostra 8 scatti della fotografa Stefania Rosiello, ognuno abbinato ad un etichetta attraverso una degustazione guidata di 8 vini, per scoprire come in ogni calice le caratteristiche dell’uno rimandano a quelle dell’altro. Le opere saranno presentate dall’artista e dalla nostra sommelier, insieme vi guideranno in un viaggio emozionale che coinvolgerà tutti i vostri sensi.
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18 Novembre 2021
  -  25 Novembre 2021
spazio Indoor Contemporary
Vi siete mai chiesti perché la lampadina che si accende simboleggia un’idea? Era il 1878 quando Thomas Edison iniziò le sue ricerche sulla #lampadina a incandescenza, e un anno dopo brevettò la prima lampada a incandescenza #elettrica con filamento di carbonio. Una lampadina che, in un attimo, si accende con una rapida scintilla, proprio come una di quelle #idee che compaiono in mente in un baleno. In realtà la storia ha favorito il nesso tra #idea e #lampadina anche in un altro modo, che nel tempo ha creato l’iconica associazione: mano a mano che il successo della lampadina cresceva, lo stesso accadeva alla popolarità del suo inventore. Così si diffusero le raffigurazioni di Edison con in mano una lampadina elettrica, appoggiato al banco di lavoro, e in questo modo la lampadina ha finito con il rappresentare non solo l’enorme innovazione che era, ma anche l’#abilità inventiva del suo creatore. Un simbolo, quello della lampadina, associato da allora e per sempre al concetto di “nuove idee”. E le idee di certo non mancano al nostro artista Fabio Bix Art Una bella sintesi della sua #arte potrete apprezzarla nella mostra milanese nella nostra #homegallery , a cura di @Chiara Candellone Sticca e in collaborazione con Repubblica del Design e @4Culture.srls Fino al 25 novembre Dalle ore 17 alle ore 20 Viale Jenner, 22 Milano Metro Gialla, Maciachini Spazio Mater – Home Gallery
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RAW

25 Ottobre 2021
  -  30 Ottobre 2021
Roma
Settimana dell’arte a Roma
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25 Ottobre 2021
  -  30 Ottobre 2021
studio artista
Alberto Di Fabio apre il suo secondo studio per ospitare l’esposizione delle opere di Stefano “ortro” Tedeschi e di Giovanni Martinini. Un artista che sostiene altri artisti. Linguaggi differenti che trovano una sinergia comune nel mostrare personali visioni della realtà. Quelle di Giovanni e di Ortro sono immagini agli antipodi, rappresentano due concezioni opposte di come un’immagine viene plasmata. Immagini INteriori, quelle di Giovanni, che emergono dal profondo del mondo psichico, che si formano nello stesso momento in cui vengono impresse sulla carta; e immagini esteriori, quelle di Ortro, che fissano ciò che sta fuori, OUT, immagini che segnano una realtà satura di significanti, ma priva di senso.
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25 Ottobre 2021
  -  30 Ottobre 2021
Studio d'artista
Cosmologia pittorica nella danza della vita Scienza e arte, preghiera e movimento nelle grandi tele di Alberto Di Fabio Apre il suo studio con una grande danza cosmica, fatta di rotazioni turbinanti, musica e film, che aumenterà e dilaterà la percezione dello spettatore per una elevazione motoria, emozionale della vita. Sarà una rappresentazione del concetto di danza cosmica astrale per entrare in contatto con l’anima del mondo in continuo dialogo tra l’origine dell’armonia della vita e il caos, un viaggio tra materia e antimateria tra le sovrapposizioni delle pennellate e le mille venature cromatiche dei colori che coinvolgono lo spettatore in visioni cinetiche extrasensoriali per una progressiva perdita della coscienza di sé, una sorta di trance visiva, in viaggio verso un mondo onirico, verso mondi paralleli lontani nello spazio e nel tempo, più vicini all’essenza quantica dell’Universo. Per questo evento della Rome Art Week, le performance di Musica Danza e Cinema sono strumenti che simboleggiano il passaggio dallo stato fisico della materia a quello liquido e gassoso, una sorta di permutazione ed elevazione dell’anima di chi lo osserva. Tra arte scienza e spiritualità i vortici di colori, nelle forme emotive della danza, sono esplosioni di qualcosa d’impalpabile, visioni e percezioni di frequenze diverse per l’evocazione di una materia invisibile. Nel programma settimanale dell’evento saranno proiettati diversi cortometraggi che fanno parte dell’ultima ricerca dell’artista. “The Awakening”. Cortometraggio con la regia di Marco Waldis, soggetto di Mattia Andres Lombardo. Tre momenti in cui la finzione e la realtà, si mescolano in un mondo, che ha perso il ricordo di una natura incontaminata e si risveglia in un mondo devastato e devastante. “Cosmic Dance” Cortometraggio con la regia di Giacomo Sardonini. Una danzatrice Diletta Maria D’Ascanio, che rappresenta la dea Shiva danza in maniera ascetica immersa nei dipinti dell’artista, movimenti e cicli di creazione e distruzione fino a raggiungere una trasformazione e fusione con l’universo Quantico. Alberto Di Fabio aprirà il suo secondo studio, a pochi passi da quello principale, per ospitare l’esposizione delle opere di Stefano Tedeschi aka Ortro e Giovanni Martinini. Le opere di Stefano sono istantanee soggettive del caos contemporaneo, mentre le carte di Giovanni sono intime e liriche immersioni dell’animo. Un artista che sostiene altri artisti. Linguaggi differenti che trovano una sinergia comune nel mostrare personali visioni della realtà. Visioni che spesso sono anche terapie.
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25 Ottobre 2021
  -  30 Ottobre 2021
essenza verde lab
Presentiamo in questo new concept store Essenza Verde, nuovo spazio espositivo nel centro di Roma, la mostra fotografica “Inside burqa”. La fotografa Stefania Rosiello ha creato un mini-burqa per la sua macchina fotografica, per poter immaginare cosa una donna con indosso un pesantissimo burqa può provare. Cosa e come queste donne vedono la realtà, quanto poco libere sono nella vista oltre che nella vita. questi i pensieri della Fotografa Stefania Rosiello: “Come fotografa non potevo che cercare di “capire” il burqa da dentro. Volevo capire come questo velo avrebbe cambiato il mio modo di guardare il mondo. Da quando sono una fotografa il mio mondo si racchiude in 35mm. Cosa sarebbe successo se avessi avuto il burqa, cosa sarebbero diventati i miei 35mm? Ho così fatto l’unica cosa che potevo fare, uscire con la mia macchina fotografica per strada, costruire un piccolo “burqa” davanti al mio obiettivo e fermarmi in mezzo alla strada, guardare attraverso l’occhiello e cercare di capire. Quello che ho visto è stato il mondo squarciato, come una tela di Fontana. Avevo perso il mio raggio visivo, si era drasticamente ridotto, non solo ai lati ma anche e soprattutto nella parte alta e bassa del mio frame. Mi sono trovata ad abbassare la macchina fotografica, ovvero la mia testa, per riuscire a vedere dove mettere i piedi, ma così facendo non sapevo cosa avessi di fronte di lì a pochi metri da me, persone, macchine, semafori. Poi ho provato a guardare il cielo e sono rimasta senza respiro, non riuscivo a vederne che una striscia, perdendo qualsiasi riferimento con tutto il resto di ciò che mi circondava. Sensazioni di smarrimento, di claustrofobia, di paura. Non riuscire a percepire possibili pericoli, provenienti dai lati, non riuscire a godere della bellezza di Roma, del cielo, degli alberi, della vita…Poi mi sono fermata davanti ad una gelateria e mi sono chiesta ma come poter mangiare un gelato con questo velo, non per il gelato, in sé ovvio, ma per il senso di negata libertà in ogni gesto. Velo per proteggere gli ornamenti della donna, così si legge nel Corano, non si parla di un velo che copra il viso, che soffochi, che toglie l’identità alle donne. Il burqa è stato introdotto come velo di protezione, protezione degli sguardi degli altri uomini. Assurdo anche solo pensare che si possa definire il burqa come un indumento di protezione, perché in realtà avviene proprio il contrario, si diventa più vulnerabili, si diventa più fragili, più facilmente attaccabile. Da più di un anno e mezzo ci stiamo scontrando con l’uso della mascherina, ci siamo più volte trovati a dire quale grande perdita fosse quella di non poter più guardare il sorriso dei nostri amici, delle persone che incontriamo per strada. Molte volte basta uno sguardo, un accenno di sorriso per capire cosa pensa la persona che abbiamo davanti. Il burqa ti priva di tutto, dell’identità, del piacere di osservare il mondo, della libertà di sorridere e arrossire. Ti nasconde come se ci fosse qualcosa di sbagliato in te. Ecco ora cerate di immaginare che quella mascherina che indossate si ingrandisca che vi copra dalla testa ai piedi, che diventi una piccola rete davanti agli occhi, cosa sentite? Cosa provate? Io ho solo provato, provato a osservare, ora sta a voi. Nel mio lavoro non vuole esserci alcun riferimento alla religione, ma solo alla libertà di vivere.” Con la sua inseparabile Nikon, Stefania cattura attimi di autentica poesia. La fotografia è un istante immortale di vita, cattura il momento, il gesto e trasmette un’emozione. queste fotografie ci daranno una commozione e una possibilità in più: mettersi nei panni di… Chiara Sticca
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12 Ottobre 2021
  -  12 Dicembre 2021
museo MARCH di Catanzaro
ILLUSIONE E IL TEMPO la percezione del tempo è soggettiva, talvolta è illusoria, e questi due vocaboli ILLUSIONE e TEMPO viaggiano spesso insieme. L’artista Fabio Bix ha portato la sua illusione nel museo del tempo e questa mostra è la cronaca di un primo incontro dell’artista con la città di Catanzaro. Ma chi è Fabio Bix? Fabio Bix non è un pittore, eppure dipinge sugli oggetti, non è uno scultore eppure modella la carta, non è un fotografo, eppure, ci regala fotografie meravigliose. Bix è l’artista con la A maiuscola colui che ci fa riflettere e sognare con le sue opere Colui che con apparente casualità, con la sua immediatezza nel stropicciare carta e lentezza nel trovare lo scatto giusto, ci regala qualcosa di più di effimere ma granitiche sculture, imponenti e insolenti. Ci regala un illusione capace di influenzare il senso di presenza e di appartenenza Noi vediamo e crediamo in ciò che osserviamo, abituati a non andare oltre, ci culliamo con un utopia che talvolta è migliore della realtà, e questi luoghi …non luoghi si radicano nella nostra memoria. Tutto sembra naturalmente vero… quanto è naturalmente finto, una macroscopica finzione che diventa una solida realtà. In questa mostra Catanese L’artista Bresciano Fabio Bix ci illuderà che il tempo è solo una sfuggente chimera e Catanzaro avrà la sua illusione, fatta di statue vissute solo per il tempo di uno scatto La città di Catanzaro diventa un’importante tappa del sogno dell’artista. Un pellegrinaggio iniziato in terre lontane come Gerusalemme, New York, Roma e Parigi. Finirà solo quando il mondo avrà la sua statua di carta o si illuderà di averla.
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9 Settembre 2021
  -  21 Novembre 2021
museo Casa don Bosco- Torino
Viaggio attraverso il mondo passando tra salotto e cucina Una visione del tutto speciale di 15 fotografi di tutto il mondo durante la pandemia. Il viaggio virtuale attraverso gli occhi attenti dei 15 fotografi inizierà e finirà con 2 artisti fotografi emergenti che vivono e lavorano a Torino. Ogni fotografo esporrà 2 scatti, ritenuti dall’organizzazione, significativi per accompagnare il visitatore nella realtà pandemica mondiale cosi diversa e per molti aspetti tristemente uguale In un mondo in silenzio, fotografi internazionali hanno usato l’obbiettivo per indagare scampoli di biografie invisibili, di vite che scorrono nonostante tutto, al di là delle finestre. Raccontare il dentro e il fuori dove balconi, androni salotti e cortili diventano teatri di una vulnerabilità collettiva. Trame che si svolgono tra spaesamento e accettazione dei rigidi protocolli e desiderio di fuggire. Città immobili e sospese, voci narranti di una solitudine condivisa in tutte le latitudini della terra. Uno sguardo globale di come il Coronavirus ha cambiato il mondo. Fotografi provenienti dalla: Turchia, Belgio, Spagna, Olanda, Francia, Danimarca, USA, Filippine, Russia, Giappone, Italia (Torino), Argentina, Zimbabwe, Senegal. Sono stati selezionati giovani fotografi, se non giovanissimi con grande talento e con tantissima passione. Abbiamo preferito che la loro giovane età non fosse d’ostacolo, ma che premiasse il loro spirito indagatore e profondo, spensierato e incantato. “È una vera festa per Don Bosco il poter prendere cura delle anime dei suoi giovani”…
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4 Giugno 2021
  -  5 Giugno 2021
casa Gaudi Roma
15/20 euro
un grande benvenuto a tutti in questo magico posto che ci ricorda Barcellona, Gaudi, i viaggi che non abbiamo più fatto ma che presto rinizieremo a fare. un benvenuto a questo evento che ci farà ritornare a una bella normalità, fatta di mostre, incontri, aperitivi in sicurezza, di musica dal vivo. Siete saliti da una scala anonima, in un quartiere di Roma e vi siete ritrovati qui , in questa location che di anonimo non ha nulla un benvenuto da Antropolicentriche associazione di promozione artistica nata dalla fusione di 3 competenze professionali diverse , diverse ma con un sogno in comune, quello di promuovere ogni forma di arte valorizzando emozioni che trasformano la fruizione artistica in un ricordo indelebile. Noi di Antropolicentriche crediamo che l’arte sia un veicolo comunicativo in grado di diffondere conoscenza, e accoglienza attraverso l’abbattimento di pregiudizi e barriere culturali. Vi diamo il benvenuto a questa mostra “cancao de lua nova ” con le opere di Valentina Mori Cerchi perfetti senza inizio e senza fine in cui l’unica cosa che conta è il viaggio, cerchio come ruota della vita, principio di eternità, cerchio per perdersi e ritrovarsi. Le lune di Valentina sono colorate e trasmettono tutta la vivacità esplosiva e dirompente del carattere di Valentina. Usa per queste opere tridimensionali, bassorilievi rugosi pronti al tatto, sabbie raccolte in tutte le spiagge del mondo. lune che racchiudono in se il profumo di posti lontani, queste lune hanno un mare in tempesta, nel loro interno, increspature affascinanti e pericolose. Un mare lunare , inesplorato quieto quanto devastante, simbolo di energia e vita. Volevamo per questa particolare mostra in cui l’allestimento, come vedete appare inconsueto, senza cavalletti ne staffe, armonizzare le opere con il luogo, con la luna che tra poco apparirà sulle nostre teste. Abbiamo cercato di ricreare un ‘atmosfera magica e chiesto aiuto alla voce e al talento partenopeo di Vareria Matriciano e della sua band bossanova di cantare alla luna nuova, metafora e augurio di un nuovo inizio. buona serata a tutti e speriamo che questa serata sia per tutti voi un bel ricordo indelebile un grande benvenuto a tutti in questo magico posto che ci ricorda Barcellona, Gaudi, i viaggi che non abbiamo più fatto ma che presto rinizieremo a fare. un benvenuto a questo evento che ci farà ritornare a una bella normalità, fatta di mostre, incontri, aperitivi in sicurezza, di musica dal vivo. Siete saliti da una scala anonima, in un quartiere di Roma e vi siete ritrovati qui , in questa location che di anonimo non ha nulla un benvenuto da Antropolicentriche associazione di promozione artistica nata dalla fusione di 3 competenze professionali diverse , diverse ma con un sogno in comune, quello di promuovere ogni forma di arte valorizzando emozioni che trasformano la fruizione artistica in un ricordo indelebile. Noi di Antropolicentriche crediamo che l’arte sia un veicolo comunicativo in grado di diffondere conoscenza, e accoglienza attraverso l’abbattimento di pregiudizi e barriere culturali. Vi diamo il benvenuto a questa mostra “fallen moom ” con le opere di Valentina Mori Cerchi perfetti senza inizio e senza fine in cui l’unica cosa che conta è il viaggio, cerchio come ruota della vita, principio di eternità, cerchio per perdersi e ritrovarsi. Le lune di Valentina sono colorate e trasmettono tutta la vivacità esplosiva e dirompente del carattere di Valentina. Usa per queste opere tridimensionali, bassorilievi rugosi pronti al tatto, sabbie raccolte in tutte le spiagge del mondo. lune che racchiudono in se il profumo di posti lontani, queste lune hanno un mare in tempesta, nel loro interno, increspature affascinanti e pericolose. Un mare lunare , inesplorato quieto quanto devastante, simbolo di energia e vita. Volevamo per questa particolare mostra in cui l’allestimento, come vedete appare inconsueto, senza cavalletti ne staffe, armonizzare le opere con il luogo, con la luna che tra poco apparirà sulle nostre teste. Abbiamo cercato di ricreare un ‘atmosfera magica e chiesto aiuto alla potente e calda voce e al talento gentile ed eclettico di Sarah Jane con la sua musica saremo trasportati in atmosfere romantiche e danzerine, balleremo sotto la luna protetti da queste meravigliose lune che sono cadute (solo metaforicamente) cadute per incantarci e creare questa inaspettata scenografia . buona serata a tutti e speriamo che questa serata sia per tutti voi un bel ricordo indelebile
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18 Maggio 2021
  -  29 Maggio 2021
essenza verde - Roma
ESSENZE SINERGICHE Questa è la storia artistica di 3 donne che si sono incontrate sotto “le lune”. Legate dalle lune di Valentina hanno preso pieghe “sinergiche” nei destini astrali dei colori. Sensibilità diverse per raccontare un mondo tutto femminile di vibrazioni e sensibilità. Una potente Valentina dalla materia rugosa e magica dei suoi lavori, cerchi perfetti in un mistero imperfetto. Rahma abile e raffinata fotografa, sensibile nei suoi ricordi rarefatti, fotografie che evocano immobili momenti. Francesca dalla chioma infuocata come la passione che trasmette alle sue tele, i soggetti in mostra sono Valentina e Rahma ed è lei che chiude l’anello dell’essenza sinergica di queste 3 donne, artiste e amiche che insieme esporranno fondendo colori e tecniche in una tavolozza di suggestioni.
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8 Maggio 2019
museo MACRO
Omnia Alia Sunt Presentazione in anteprima nazionale di questo bel progetto. La realtà è finzione.. Sottile frontiera della percezione. Bravissimo Fabio Bix che ci ha fatto credere anche solo per un momento che siamo circondati da arte. L importante è aprire occhi iniziando a volare con la fantasia…
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3 Maggio 2019
museo MACRO
L ‘ esperienza di creazione all’interno di uno dei musei più importanti d’Europa, è stata molto arricchente, in uno spazio come questo, dove si respira Arte e Cultura, si esacerbano tutti i sensi, dando un passaggio alla sublimazione, alla liberazione , all’abbandono delle emozioni corporee, per elevarci a uno stato quasi astrale, dove il pennello prende vita propria e l’energia di questo mondo magico, plasma da sé sulla tela. Presentato dal 3 al 9 maggio, la mostra ′′ L ‘ ANIMA DELL ‘ ARTE ′′ / un viaggio attraverso la vita, questa collezione è composta da 6 pezzi, l’ultima è stata realizzata al museo, e parla dei Gli spazi dell’Arte e i suoi creatori, in un mondo idilliaco senza tempo né confini, dove opere d’arte dei grandi maestri convivono con quelle degli Artisti contemporanei, e gli artisti urbani, gemellando l’arte e gli spazi del mondo che gli hanno dato vita, che lo hanno ispirato, che lo hanno ospitato, fondendo questo sentire, in un atelier, montato all’interno del museo, dove centinaia di visitatori hanno assistito al processo di creazione dall’inizio alla fine, di un’opera d’arte
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9 Aprile 2019
Ambasciata Messicana
Ieri bellissima e molto partecipata conferenza stampa presso l Ambasciata Messicana a Roma Si è presentato il suo futuro lavoro espositivo al Macro. museo di arti contemporanee Karla de Lara avrà a disposizione dal 3 al 9 maggio al Macro un grande atelier di 2 piani. Un grandissimo spazio in cui creerà un opera composta in 4 differenti pezzi. Il titolo di questo progetto è l anima dell arte ..un viaggio attraverso la vita. 4 differenti città, si parterà dal luogo simbolo , dalla piazza, abbelita da rimandi artistici di opere contemporanee che in una visione utopica dell artista sono state esibilte e lì ammirate., l arte che si fonde con il tessuto urbano, lo riveste di colori, mescola segni e sentimenti entrando nell’intimo dell’anima dell’arte. Alla fine della settimana Karla de Lara comporrà un grande capolavoro in cui le città le piazze perderanno la loro specifica identità a favore di un bene comune, un bagaglio artistico fruibile da tutti in tutti i luoghi , una grande culla artistica dove artisti contemporanei dialogano tra loro in un tessuto urbano ricco di colori .una fantastica città dei nostri sogni una città che contiene altre città ..un sogno artistico che contiene altri sogni…. E questo è Il mondo di Karla de Lara fatto di colori, utilizza colori vividi e accesi spesso disomogenei , contorni netti e marcati che danno efficacia all immagine con linee spesse Karla de Lara artista pop instaura uno stretto legame con il fumetto e anche con esempi della tradizione pittorica del passato. Ha una personale esigenza di accumunare nel quadro forme e oggetti e stimoli del quotidiano conservando l emotività da espressionista. L anteprima dell’opera esposta ieri ,,ha come titolo ORIGINE.. sarà proprio l’origine di tutto Origine di un progetto di 4 quadri composti da 4 pezzi… In finale l opera avrà 16 pezzi che formeranno un grande capolavoro
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6 Aprile 2019
Villa sassi
per me torinese che vive a Roma, essere qui a Villa sassi è molto emozionante per ogni torinese villa sassi è uno storico passato che ci riporta a Cavour ed è anche un meraviglioso futuro fatto di amore e di visione raffinata moderna e conservativa , siamo in una location spettacolare con un parco secolare, passato e futuro , eleganza e raffinatezza in un unico luogo. destino unito per la passione,è il titolo del opera di Karla de Lara L’ iperrealismo di Karla ci cattura ci rende protagonisti di quest opera, dove la velocità la violenza la potenza ci travolge lasciandoci senza fiato in questa scena senza tempo e senza confini, cielo e terra si fondono, sembra di sentire lo scalpitio dei purosangue e il rombo del motore i cavallino portafortuna del marchio Ferrari esce, si dupplica ,è la natura che accompagna la tecnologia, l’innovazione che si armonizza con il creato. Karla in ques’t opera evoca l essenza Ferrari,, tecnologia, sportività innovazione, ricerca estetica bellezza memoria , forza di un gruppo di persone che ci mettono passione in quest ‘opera c’è tutta la forza di un mito, il mito di questa incredibile testa rossa.. sogno di tutti.
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25 Novembre 2018
  -  5 Dicembre 2018
galleria Micro- Roma
Assistiamo ad un gioco astrale, a costellazioni, mappature di stelle dove non esiste un solo universo, ma molteplici realtà infinite senza limiti, che donano all’esistenza la loro vera grandezza proprio perché indefinibili. Il gioco è l’approccio all’arte di Veronica Ferrari dove tutto è gioia, ogni volta è una sfida, un andare oltre, fino a superare limiti tecnici. Il suo gioco è la materia plasmata nelle sue opere che rende viva e tridimensionale, nei suoi impasti cromatici raffigura una pittura in grado di rappresentare la densità delle emozioni. I colori sembrano, nelle loro tonalità, l’oggetto della sua attenzione ma in realtà lascian libera la percezione di quello che li circonda. Veronica Ferrari toglie materia e colore per imprimere nell’opera un vuoto che sarà dominante nella tensione tra la ricerca oggettiva del segno e la soggettività dell’intuizione, esprimendo l’enigma dell’impossibilità di dipingere una storia, in questo caso cosmica, pura e scevra dalle riflessioni dell’artista. 12 opere, 12 segni, 12 suddivisioni dello zodiaco alle quali da tempo memorabile sono stati assegnati nomi di esseri viventi reali o fantastici, 12 opere dove la luce, il pieno ed il vuoto, la materia, il movimento, la rugosità iniziano e completano un vorticoso viaggio negli astri, nelle credenze e nelle speranze. L’Ariete sembra che germogli dalla calda terra dove tutto ha inizio, pionieri dello zodiaco seminano aspettando il raccolto. Rosso per il Leone, tanta è l’energia, il Cancro anche se viene considerato segno d’acqua, l’artista mantiene il rosso intenso che ha potenza e compattezza nel centro per scomparire ai bordi lasciando tocchi di bianco a fondersi con l’incisione che determina la figura creativa. L’Acquario invece ha un blu agitato, talvolta intenso e solitario proprio come si dice sia la caratteristica del segno. nella Bilancia è la luce che si riflette dal solco del disegno a dominare l’opera, il verde ne fa da corollario silente. I pesci si rincorrono senza raggiungersi mai nel disegno divino tra il bene e il male, tra l’argento e il blu scuro, in uno sfondo cobalto illuminato da spatolate bianche che sembra diano respiro al mare. Anche il Capricorno ed i Gemelli hanno il colore blu che li caratterizza, che ne fa da base e ne fa da sfondo da un’assenza, una privazione di pigmento ben più forte di quello che è stato tolto a quello che è rimasto. Viola è il colore scelto dall’artista per il Sagittario in cui la freccia ci arriva dritto al cuore con tormenti e ricordi. Toro con un gesto fiero ed impetuoso domina il verde, quasi unico in questa carrellata di segni. Lo Scorpione ha il giallo oro, aurea di fascino e mistero inarrestabile. Accanto ai segni vi è un’opera più piccola che ne mantiene il colore esaltando con segni solchi e graffi l’intensità creativa. Giochi di stelle, segni zodiacali che vengono assorbiti, inghiottiti attratti da un blu cosmico che tende al nero, dal nulla ritorneranno come frammenti di cielo in una galassia inesplorata, pulviscoli d’oro in un gioco di movimento interminabile violento e travolgente, incontrollabile come le nostre frenetiche vite caratterizzate da passaggi e relazioni astrali, siamo sicuri che tutto sia un gioco­? O proprio perché tutto è stato scritto, predetto annunciato non ci resta che giocare, lasciarci traportare dalla meraviglia e l’incanto del gioco che solo un animo puro come Veronica Ferrari è capace di trasmetterci.
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21 Maggio 2018
Secret Garden
Una galleria a cielo aperto in un giardino incantato, splendide foto di Maurizio Cecchini allestite utilizzando quello che il luogo regalava, una band grintosa e talentuosa civico 35 che con le musiche giuste, testi pertinenti ci ha regalato uno spettacolo completo. Grazie a tutti quelli… tanti. …che non si sono fatti intimorire dalla pioggia. L’arte se è bella..e quella di Maurizio Cecchini , lo è davvero, supera tutti gli stereotipi e le paure, di un evento non consueto. La fotografia si è fusa con la musica regalando emozioni e riflessioni. GRAZIE A TUTTI. Un grazie speciale a Ivana Paolucci a Marco e Sandro Michaela Cingolani tutti indispensabili per la buona riuscita dell’evento
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1 Dicembre 2017
spazio medina
Chissà se per ogni tela avrà usato 50 sfumature, chissà se per ogni soggetto avrà usato 50 pensieri, è certo però, che la sua arte ha avuto inizio 50 anni fa. 50 anni di splendida carriera. Guglielmo Meltzeid nasce nel 1941 da padre Ungherese, nel 1969 inizia la sua ascesa artistica collezionando premi ed esponendo con successo in tutto il mondo. Con grande consenso del pubblico e della critica espone a Tokio, Dallas, Parigi, New York, Seattle, Svizzera, Italia, San Pietroburgo, Mosca, Johannesburg, Vancouver e Londra. Ospite d’onore alla University Hofstra di New York e alla Nassau Country University sempre nella città della grande mela, è nominato ambasciatore artistico di Portofino. Vince l’Award Gold Medal all’Artdex International Nord America con l’opera Insieme per vincere. Il primo modello di Suzuki RV90 importato in Italia porta la sua firma. Amante dello sport, lo pratica e lo ritrae. I suoi dipinti sono presenti nelle maggiori e più importanti manifestazioni mondiali. Nel 2007 il dipinto La fiamma sarà emblema italiano delle Olimpiadi future. Nel 2012 è presente a Londra per le XXX Olimpiadi e nello stesso anno viene invitato dalla casa costruttrice Porsche per dipingere una vettura Panamera. Velocità, agonismo, competizione, divertimento le tematiche ricorrenti nei suoi dipinti. Tanti personaggi famosi hanno una sua tela, Nancy Regan ha voluto proprio il Maestro per un suo ritratto. I suoi dipinti sono luce, dettagli, poesie, intimo abbandono. La sua tecnica a campitura piatta non fa vedere la pennellata; ma fonde il colore in uno spazio uniforme, retaggio di un suo percorso grafico. Solo 3 sono i colori di base utilizzati ma 50 e forse 50 volte 50 le sfumature ottenute. I volti hanno una inquadratura particolare, che lo contraddistingue dagli altri pittori. L’immagine non viene mai “classicamente” finita, la nuca, la veste ci invita a proseguire noi il quadro. L’opera diventa nostra, entriamo in essa e ne siamo parte, la completiamo e la ultimiamo. Questa sapiente operazione del Maestro fà sì che la tela ci appaia sempre diversa, come diversi siamo noi ogni giorno. Come Edward Hopper ci apre a un forte realismo e sintesi della visione figurativa con un sentimento di struggente poesia. chiara sticca
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28 Novembre 2017
spazio medina
Cos’è un pavimento?.. qualsiasi struttura che costituisce una superficie uniforme e resistente per il passaggio è il transito. Cos’è una piastrella? Una piccola pietra di forma piatta. Cos’è un pavimento per Margherita Ferro, cos’è una piastrella?? È un gioco , un incastro, una superficie piatta che si allarga a dismisura. Le sue belle tele ricordano infatti le maioliche che ricoprono i pavimenti delle case degli anni 30. Margherita ha ripreso le cementine con le decorazioni geometriche e le tinte sui colori bruni, molto caldi con una ripetizione di un modulo. Margherita fa’ suo quel che vede e con la maestria degli artisti, elabora, ascolta, dipinge raggiunge l’armonia tramite l’equilibrio dei rapporti fra le linee . Tutto torna, tutto si incastra perfettamente in un alternanza di scuri e di chiari, una dicotomia perfetta. Margherita Ferro si propone in questa veste nuova in cui una realtà domestica prende vita e tocca le sue corde. Noi abbiamo ammirato il suo percorso astratto in cui ” assoluto invisibile” prende forma e i silenzi rimangono vuoti misteriosi, sembra che la ricerca interiore abbia trovato pace nelle più accomodanti tele geometriche, dove è l’occhio del visitatore che deciderà se continuare a giocare con i suoi perfetti incastri o se fermarsi ad ammirare un unica tela e perdersi nel suo gioco. Margherita Ferro nasce a Roma nel 1990 e mi piace pensare che abbia già vissuto molte vite, tanta è la maturità raggiunta. Un altro progetto che ho ammirato e spero di poterlo portare a una grande visibilità è “idem esse” 18 fotografie dove Margherita ritrae con la sua macchina fotografica e il suo sapiente occhio , i pazienti del laboratorio artistico il Mattone, istituto psichiatrico. 18 fotografie che raccontano i pazienti con i loro pennelli. Essi disegnano senza filtri, senza controlli, senza inibizioni, senza sovrastrutture, dove la follia è un mezzo per arrivare all’arte pura. Margherita ha saputo cogliere in queste magistrali foto, la bellezza interiore e il grande talento di individui che hanno perso la loro identità e collocazione nel mondo. Ho trovato in Margherita Ferro un’ artista completa, che sa sperimentare, approfondire , cambiare, giocare. Il dualismo è sempre presente nei suoi lavori, che sia inteso con un cromatismo o con lo studio pittorico di una interiorità attraverso la sua esteriorita’ o con la valorizzazione di un essere per quello che vale e non per quello che è . Tutto per lei è ricerca e tutto per noi è emozione Chiara Sticca
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28 Novembre 2017
galleria MaTer
Bellissima esperienza ieri sera nella galleria spazio mater di Ilaria Sergi. #araundthetable 20 commensali selezionatissimi attorno a un tavolo dove e L’arte la protagonista assoluta. Dietro al lavoro unico di un artista vi è il lavoro meticoloso, appassionato e professionale di un curatore e del gallerista che lo accompagnano, valorizzandolo cercando per lui il giusto linguaggio nel guusto luogo espositivo, nella giusta modalità espositiva. Ieri sera con grande onore ero investita del ruolo di curatrice di Barbara Crimaudo. Tele di vorticosa bellezza , materia che si sprigiona uscendo dal quadro , rosso conturbante …tutto è elegantemente raffinato. Ieri sera si é fatto arte in tutto, l’arte era dietro è dentro di noi. Stupenda esperienza , grazie a Ilaria sergi che ha fatto “squadra” con me …. il gallerista , il curatore e l’artista un unico scopo..un unica voce….e ancor piu bello che questa voce era tutta femminile
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8 Ottobre 2017
spazio medina
MANLIO. Viaggio nella Memoria Manlio Guberti Helfrich, nel suo nome la sua vita, le sue origini, il suo talento. Avvocato, pianista, appassionato di fisica e, soprattutto, pittore. Nacque a Ravenna nel 1917 e morì nelle campagne romane nel 2003; in questa sua personale ne celebriamo il centenario della nascita. Una vita intensa, emozionante, avventurosa, talvolta piena di ostacoli e tormenti, talvolta fatta di meraviglie e onori. Per decisione dell’illustre padre, diventa avvocato; alla morte del capofamiglia, per non arrecargli dolore, segue la sua vera natura, quella di pittore. La nuova vita lo porta a Roma, dove diventa allievo del Bartoli. Non sarà una vita facile, ma la sua caparbietà e la convinzione di essere nel giusto lo porterà sempre più avanti. Le prime opere Le sue prime tele ricordano i maestri fiamminghi dove i paesaggi olandesi sono i protagonisti. I suoi quadri dello stesso formato denotano un lavoro di grande dedizione e disciplina. A poco a poco, questo giovane e colto ragazzone “dalle spalle quadrate e l’andatura dinoccolata”, inizia a farsi notare nel mondo artistico; iniziando ad esporre sia a Roma che all’estero. La corrente impressionista lo interessa ma solo per potersi da questa allontanare. Un certo suo simbolismo lo fa vagamente apparire simile a De Chirico, le sue forti esigenze conoscitive e dinamiche lo portano a sperimentare nuove forme d’arte.Il periodo Cubista Ci riprova con il cubismo ma anche qui, la sua lettura, la sua evoluzione rende la pittura di Manlio personale, metafisica, evocativa, surreale, fantasiosa. Il cubismo viene da lui inteso solo come un’esperienza, i nuclei cubici e sferici ricompongono la realtà nella sua esistenza simbolica e spaziale. Affrontando il problema della scomposizione cubista sostituisce il freddo geometrismo con una semplificazione più aperta. Questa ricerca di serena bellezza e di una chiara verità è una trasfigurazione di una realtà vissuta nel proprio intimo. Le tele di Manlio, come predilige farsi chiamare, sono sogni che prendono vita e diventano proprie realtà. Questo passaggio dal “sogno” alla “realtà ideale”… …non è una semplice costruzione, ma una creazione che avrà successo solo nel momento in cui diventa “trasfigurazione”. La trasfigurazione viene intesa come un proseguire oltre la figura, andare oltre qualcosa che in realtà non esiste per colmare il vuoto creato. I suoi quadri ci trasmettono un senso di assoluto lasciandoci una dolce sensazione di mistero. Il suo stile diventa sempre più personale, il colore più ricco e più profondo. Del Bartoli mantiene e affina la sensibilità tonale che si articola attraverso rapporti chiari ed armonici.Il periodo pugliese… Nel Tavoliere delle Puglie riscopre la sua dimora ideale e affitta una spoglia torre Aragonese che diventerà il suo atelier e abitazione. La natura della Puglia è perfetta per il suo temperamento angoloso, massiccio, pieno di delicatezza e modestia, esteriormente semplice ma complicato e tormentato nell’intimo. Si fonde con ardore nel mondo del sud; esplosivo e ardente solo dopo averlo fatto suo, assimilando i sentimenti e i valori spirituali di questa terra. Ritroviamo questa sensazione di calma assoluta nelle tele, dove queste emanano silenzio, pace e gratitudine. …calma assoluta nelle tele… I cieli delle Puglie l’azzurro grigio costituiscono un momento di pace e ristoro, le luce e le ombre sono riposanti, dopo tanta sofferenza e travaglio. Davanti a questi cieli riposano case e alberi, “caldo freddo” e “ombra e luce”, umanità viva sotto un cielo irreale. I quadri apparentemente freddi nascondono una sofferenza che non vuole esplodere, ma preferisce rimanere chiusa in se stessa. Incredibile e commovente è il modo in cui lo spirito nordico di Manlio Guberti abbia saputo penetrare nell’animo meridionale, entrando in contatto con gli autoctoni, innamorandosene.Questa sua infatuazione della terra e dei suoi abitanti…. …lo porterà a scrivere un libro dal titolo Lettere da monte Orcius e numerosi articoli di denuncia e sensibilizzazione in favore e in difesa di quel mezzogiorno dissestato e dimenticato. Per questi ultimi utilizzerà lo pseudonimo di Giulio Bertam, anagramma del suo nome. Con tanto rispetto e amore testimonia nel mondo, nelle sue future esposizioni, questa terra bruciata dal sole e lavata dalle acque della pioggia, selvaggia e lieve. Manlio Guberti dice: “il paesaggio pugliese è come il paesaggio greco, basta vederlo per avere l’impressione che debba generare l’uomo”. Le sue opere sono spoglie di elementi piacevoli e di effetti attraenti; si avverte solo la sensazione di assoluto, di estatica contemplazione dell’uomo davanti alla natura intesa come mistero. Le tele del periodo pugliese emanano silenzi… …sono dirette, forti testimonianze, spogliate, scevre di tutti gli elementi non necessari. Rifuggendo da qualsiasi austerità pittorica, rimangono solo i cieli, le vorticose forme del mare e i campi inondati da sole. Sogna i suoi quadri, sogna la sua Puglia; ma la pittura non ha nulla da vedere con le emozioni immediate e distinte, non si lascia suggestionare dall’improvvisazione. Il suo talento è sobrio, fatto di equilibrio ed emerge sempre più la sua tendenza innata per la composizione, disposizione ritmica degli elementi descritti. Ogni parte ha una ragion d’essere, ogni impasto di colore esiste solo in rapporto agli altri. Anche il più semplice dei paesaggi è frutto di un studio meticoloso, di una costruzione; con mezzi semplicissimi, con poche linee ben pensate ottienedeliziose armonie lineari, plastiche e cromatiche. Questi paesaggi fatti di semplici e dense masse… ….non sono una riproduzione della realtà, ma il sentimento che il paesaggio evoca, fatto solo di ricordi e memorie. Il suo “semplicismo” non è “semplicità”. La sua pennellata è compatta e unita e grazie alla sua ferrea disciplina raggiunge un perfetto equilibrio tonale, pensoso e malinconico, che ribalta in talune occasioni, contaminandolo con la sua latinità gioiosa. Riesce sempre più a far entrare nel linguaggio figurativo i valori di quello non figurativo o astratto. I critici d’arte si innamorano di lui proprio per questo suo nuovo modo di dipingere e lo invitano a esporre alla biennale di Venezia, Parigi, Monaco, Roma.“Nelle Puglie Manlio Guberti ha trovato il suo linguaggio pittorico….” Subisce un furto nella sua amata torre, colori, tele, quel poco che aveva faticosamente costruito, scompaiono in una notte. Deluso, arrabbiato, deve per forza ritornare a Roma, troppo rischioso è preparare l’importante esposizione per Bruxelles , in questa non sicura terra. Ma basterà il suo sguardo rivolto al cielo stellato del Gargano a farlo rimanere.. questa ormai è la sua terra. “Nelle Puglie Manlio Guberti ha trovato il suo linguaggio pittorico e in Manlio Guberti le Puglie hanno trovato il suo pittore” cosi raccontava Umberto Favia in una trasmissione radiofonica parigina . L’ America…. Invitato dal governo americano come vincitore della borsa di studio Fulbright , partecipa nel 1952 al New Italia Renaissance. Soggiorna a New York ospite di Spencer Tracy, Katharine Hepburn, John Ford ,amici e sostenitori nonché clienti. Porta in America la sua Puglia, un luogo poco noto agli americani, fuori dai circuiti turistici come Venezia, Firenze, Roma. Scappa dalla frenesia mondana di New York , rifugiandosi in Arizona dove paesaggi, clima torrido, gente pacifica gli ricordano la sua Puglia.…la scoperta di nuove tecniche pittoriche A Tucson impara l’antica arte della Pittura ad Encausto, pittura con la cera che si sviluppa in Egitto prima del classicismo greco. Egiziani e Greci lo aiutano a capire meglio lo sviluppo delle superfici e le analisi delle aree. Mette così in pratica i principi di simmetria dinamica nella composizione della sua pittura. Grazie anche all’uso di questa particolare tecnica e a una maturazione intellettiva e artistica dirà poi: “…finalmente sono capace di dipingere un quadro come lo sento…”…e il periodo astratto Nelle sue tele semi astratte, masse di colore e di roccia illuminate dal sole, realistiche nei loro dettagli pittorici, hanno perso un pò di quel clima assorto pugliese ma ne hanno acquistato in emotività. Qui in Arizona sperimenta il terribile impatto con il deserto e i dust devils (diavoli di polvere). Per i suoi meriti artistici ottenne la cittadinanza onoraria di Tombstone. Un critico americano ne esalta la produzione artistica dicendo che Manlio in pochissimo tempo e in pochi mesi di lavoro nel West aveva capito la sua profonda natura e essenza. Nessun altro artista, nato in questa terra, aveva mai capito né descritto così bene in pittura il fascino del deserto. Le sue opere sono presenti in un film americano. Il richiamo del mare lo porta a Santa Barbara dove comincia a osservare i leoni di mare e il passaggio delle balene e dove dipinge ritratti. Il ritorno in Italia Ritornato in Italia, si stabilisce nella campagna a nord di Roma, sulle colline etrusche di monte d’Arca. Dopo l’America dà più significato spirituale all’umile realtà della terra, il cielo cala sulla scena come un sipario, un dramma di rocce pesanti, metafora della tragedia dell’uomo contro la propria anima. I suoi lavori possono apparire astratti. Con la raggiunta maturità, la base figurativa viene privata fino all’osso dalla sua natura, lasciando solo un singolare equilibrio tra le forme sul limite dell’astratto. Lapittura è molto libera e rigorosa, meditata e sofferta, sempre controllata, forme essenziali e grandi campiture prive di sbavature o corpi estranei dove il colore calato nel disegno viene assorbito dalla forma e nella forma si fonde. Questa pittura non oggettiva dà forza e dignità. Si dedica non alla ricerca del tempo perduto ma a utilizzare il tempo ritrovato. Tutto è un’alternanza di gioco cromatico e forme… …superfici granulose e audaci campiture. Straordinaria è la capacità di coinvolgere lo spettatore nel quadro, immergerlo, attirarlo assorbirlo nelle geometriche forme. Per capire i suoi quadri bisogna darsi tempo, lasciare che si formino nel nostro intimo . Manlio Guberti, esperto anche di musica ed eccezionale pianista, nei suoi quadri predilige il silenzio ed elimina ritmo e melodia.Gli ultimi anni della sua vita…. Inoltre il suo grande amore per il mare e la navigazione lo portano a costruirsi una barca con le proprie mani e a scrivere un libro dal titolo La vela. Il libro fu pubblicato dalla Hoepli nel 1952 ed ebbe due ristampe; in esso promulgava un nuovo tipo di vela da lui stesso ideato. E’ anche pioniere della serigrafia sul quale ha scritto un manuale per artisti. Il suo lavoro da incisore gli sarà estremamente necessario per elaborare il taglio dei suoi quadri migliori. L’artista Manlio è un tutt’uno con l’uomo Guberti che nella vita ha preferito scegliere strade difficili e che ha posto la pittura come il suo scopo di vita. Molti dei suoi quadri fanno parte di collezioni private e pubblici musei in Europa, Stati Uniti, Medio e Estremo Oriente, in Australia e Russia. Al museo di Yaroslavl’ in Russia donò 58 opere di grande bellezza. …e la malattia che lo allontana dalla pittura.Un’ischemia lo allontana, suo malgrado, dalle tele ma anche se la mano non era più ferma; la sua testa, pregna di quell’intelligenza vivace, partorì meravigliose, toccanti e struggenti poesie. Si spegne nelle campagne romane lasciando un incolmabile vuoto affettivo e una pittura che non si può non amare. …“sono lieto che il mio mestiere sia quello di andare a vedere come il mondo creato sia bello e poterlo raccontare….” (Manlio Guberti Helfrich) Chiara Sticca
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7 Ottobre 2017
spazio medina
Damiano- Australia. Il luogo da cui nasce l’ispirazione e l’esigenza di trasporre su tela le atmosfere e i momenti vissuti nei due anni trascorsi tra Melbourne e Sydney. Tratto identificativo delle sue creazioni sono gli stessi 4 colori: il bianco, il nero, l’arancio e il grigio, che conferiscono alle opere un’anima pop e dirompente. Ogni soggetto ed oggetto, ogni episodio, ogni immagine, trova posto nell’immaginazione dell’artista, venendo potenzialmente imprigionato su tela
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23 Settembre 2017
  -  6 Ottobre 2017
spazio medina
“9 Passi” di Maximiliano Pellegrini Nove tele che segnano il suo percorso artistico degli ultimi 4 anni. 9 opere in cui Pellegrini tocca le corde del figurativo più spinto, per arrivare ad un rigore concettuale che non esclude la celebrazione della bellezza. La pittura neofigurativa metafisica raggiunge così il surrealismo. Spazio tempo e memoria sono i campi d’azione dell’attualità artistica di Pellegrini; propulsore di un’indagine conoscitiva e autobiografica. L’artista esplora la fenomenologia delle relazioni affettive concentrando l’attenzione sulla ritualità dei gesti corporei caratterizzanti la fisicità umana; come le mani sul viso nelle Memorie del sottosuolo o l’Accoglienza protettiva delle mani nell’ Incondizionato irrazionale amore o nella forza teatrale disperata nel Fuori di testa. Le opere appaiono tridimensionali, scultoree e con un sorprendente dinamismo. Nei suoi dipinti vi è dolore, sofferenza, forza ma anche speranza, voglia di evadere, voglia di uscire dagli schemi; scrollarsi di dosso il dolore verso una nuova vita. La spinta poetica che muove l’artista nasce dal suo desiderio di strappare via la superficie delle cose e guardare nel loro interno. Sono metafore universali capaci di comunicare su molteplici livelli. Nell’Espansione dell’universo la potenza gestuale e la forza muscolare delle braccia tese buca la tela; ti cattura, ti rapisce, ti porta alla consapevolezza della libertà, del grande, della violenza nell’espansione. Dal contrasto cromatico tra bianco e nero, dove il nero è l’insieme infinito dei grigi, l’artista passa al colore, ancora monocromatico blu nelle Forme dell’acqua; fino ad abbracciare e usare tutti i colori nei Morbidi frutti dove solo all’interno vi è la luce, tutto il resto è buio, affanno…ma al centro della tela luce e speranza. 9 passi in cui ci potremmo perdere per poi ritrovarci nei nostri sogni. Chiara Sticca
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30 Giugno 2017
  -  30 Giugno 2017
terrazza Gaudi
È stata una notte magica….una festa evento bellissima. Un connubio tra arte e allegria in una location sinuosa colorata. Dovevamo adattare una location molto particolare a galleria d’arte…e ci siamo riusciti cosi bene che i quadri esaltavano il luogo come il luogo esaltava i quadri.. Splendide le tele di Manuela Gatti e splendida Manuela che ci conquista sempre con la sua “semplice profondità”.
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28 Giugno 2017
  -  5 Luglio 2017
spazio medina
Come art Advisor di Francesca Nicchi ho avuto modo di raccontare la storia di queste tridimensionali opere dove il filo ,la tessitura la materia prende vita e trasforma la tela….in donne…Ma-donne…coraggiose austere complicate come è la tela che li compone. Ingarbugliate e preziose come solo le donne sanno essere. Con grande soddisfazione 2 ma-donne renderanno la casa di chi le ospiterà sacra come è sacra una donna.
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28 Maggio 2017
  -  10 Giugno 2017
spazio Ginko Roma
nel mondo fantastico di Alice nel paese delle meraviglie di Ivan Metro.ci siamo ritrovati nella favola ammirando gli splendidi disegni di Ivan. Alice nelle sue 4 emozioni, Alice che cambia aspetto, Alice che rispecchia noi. Tecniche miste quelle usate da Ivan, giochi di colore , zolle di terra che si aprono per farci catapultare nel nostro buco a volte nero a volte colorato. E poi…le ammiratissime tavole bianco e nero dove il nero e frutto di una semplice BIC., Immediatezza estro fantasia introspezione questa è l’Alice di IVAN.
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6 Maggio 2017
  -  25 Giugno 2017
spazio Ginko Roma
Sono i suoi occhi azzurri, il suo sorriso e lei, Manuela Gatti che ti porta con dolcezza ed eleganza nel suo mondo pittorico. Neofita inizia per gioco il suo percorso artistico e la sua tenacia mista a curiosità e ricerca di perfezione la porta a sperimentare e a studiare alla scuola di Adriano Frida. Con lui sperimenta tecniche e stili pittorici. Attratta dal figurativo, le sue figure fluttuano su uno sfondo vuoto, sono figure seducenti che impersonano l’equilibrata interpretazione dell’esistenza, esaltata da una vitalità e purezza cromatica. Le sue opere sono legate a un figurativo mai statico ed inerte, ci coinvolge nei silenzi della sua anima; anima sempre pulsante, capace di recepire le sottigliezze più intime e le nascoste vibrazioni delle emozioni. Chiara Sticca
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6 Maggio 2017
  -  9 Maggio 2017
De Masi showroom
la nostra Francesca Nicchi che con le sue inconfondibili tele ricamate ha teso l’atmosfera preziosa.le sue ma-donne..diventavamo reali tra le ospiti del “giardino creativo”
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4 Febbraio 2017
  -  23 Giugno 2017
spazio Ginko Roma
” Francesca Nicchi lavora alle sue creazioni utilizzando tecniche e materiali che evocano in qualche modo l’universo femminile; tessuti, bottoni, fili e grovigli si uniscono a creare questo mondo di racconto unendo al linguaggio semplice e diretto dell’illustrazione il loro emisfero tattile come se l’arte di Francesca Nicchi in qualche modo invitasse ad utilizzare tutti i nostri sensi e non soltanto la vista. Queste donnine così piccole sembrano invece imporre ad alta voce la loro urgente presenza e raccontarsi mantenendo un filo diretto tra loro e chi le osserva, sempre tornando ad evocare il racconto, la parola, la scrittura, la comunicazione che toglie i margini e avvicina l’opera a noi stessi e al nostro mondo interiore, e quando l’arte riesce a fare questo, è davvero bello.
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6 Maggio 2016
  -  25 Maggio 2016
spazio Ginko Roma
William Mafezzoni
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5 Maggio 2016
  -  25 Maggio 2016
spazio Ginko Roma
William Mafezzoni si affaccia al mondo dell’arte come disegnatore tecnico meccanico e utilizza questa sua formazione per uno studio più approfondito della materia e delle possibilità di trasformarla. Lavora con talento il legno, la carta, il rame, l’argento e l’argilla. Conferisce alle proprie opere pittoriche una capacità di astrazione sufficiente ad approfondire la formalità della struttura e l’astrattismo lirico che lo caratterizza lascia ampio spazio alla fantasia a all’universo personale e intimistico dell’artista dove predomina tonalità e rigore. Il termine lirico è calzante con la figura del pittore Mafezzoni, facendo riferimento ad un atteggiamento poetico che trapela dai segni e dai colori stesi sulla tela, suggerito dalla relazione tra uomo e forme
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5 Novembre 2015
  -  18 Novembre 2015
spazio Ginko Roma
L’arte del pittore Meltzeid ritaglia immagini , volti , scene di vita quotidiana, rilassanti paesaggi o scorci incantevoli di borghi italiani o anche dettagli di oggetti culto quali leggendarie moto o gloriose barche o costose auto. Tutto è inondato di luce, luce che si riflette, luce che arriva fino allo spettatore che di fronte alla sua opera si lascia cullare e riscaldare da questa pacata sensazione di ottimismo e speranza. I ritratti dei personaggi noti, dei cosiddetti Vip’s, o ritratti di persone “speciali” che hanno la fortuna di possedere un quadro del maestro, vengono descritti con precisione con amorevole cura, sono fotografie interiori della personalità della persona raffigurata. Tutto è reso per un incontro felice , sorrisi , maliziosi sguardi, irriverenti gesti ci propongono un arte dove vi è assoluto dominio del linguaggio pittorico. Luce colori e forme sapientemente dosati da una maestria indiscussa , vengono resi semplici , tanto da poter essere apprezzati indistintamente da tutti. In ogni quadro vi è “una sorpresa” un piccolo dettaglio da poter scovare ..un piccolo dettaglio che renderà felice il bambino che è dentro di noi.
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12 Maggio 2015
  -  25 Maggio 2015
spazio Ginko Roma
artista Zaccaria
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14 Dicembre 2013
  -  22 Dicembre 2013
ClubHouse golf Marco Simone
al ClubHouse golf Marco Simone le tele e grafiche del maestro Guglielmo Meltzeid. Una esposizione in cui gioco e potenza si intervallano con figure gentili e immagini di fiori, così vere da poterne sentire il profumo
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6 Dicembre 2011
  -  20 Dicembre 2011
Showroom DeMasi_Roma
Guglielmo Meltzeid Incontra Roma
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1 Gennaio 2011
  -  1 Dicembre 2011
Domus Talenti, Via delle Quattro Fontane, 113, Roma
Inserire qui una breve descrizione della mostra

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