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Mostre & Eventi

13 Maggio 2022
  -  27 Maggio 2022
Impactart_Roma
In un mondo individualista un gruppo di artisti si ritrova per dipingere in modo corale Una visione ampia e che permette di vedere e fare arte a 360° Questa è non la storia di un gruppo di sette artisti ma è la storia artistica di Giovanni Bonfiglio, Marina Corallo, Patrizia Ercoli, Susanna Ferrante, Angelica Fortuzzi, Daniela Giovannini, Silvana Troisi che insieme compongono AA.VV. Ars Picta. Nati tecnicamente nel 2016 da un’esigenza comune di comunicare con l’arte, accolgono un invito espositivo dal titolo “Includendo” svolto nello spazio Tiburno a Roma. Con “La natura morta” molteplici stili , ma soprattutto sensibilità espressive diversificanti, si fondono pur mantenendo la propria marcata identità. Sette piccoli tasselli che compongono un grande unico quadro. Scoprono la bellezza della condivisione e dell’ascolto, ognuno ha il tempo e il modo di realizzare il pensiero artistico, già unico e completo, ma inscindibile dai lavori degli altri pittori. Il quadro si compone e si scompone senza mai perdere potenza ne credibilità. Il Progetto presentato nella ex galleria di via Palermo ora Impactart_Roma ha il titolo di “Da tanti i punti di vista”. E come nasce un progetto? Da un’idea ma soprattutto da un gruppo di persone che si ritrovano per un fine comune. AA.VV. Ars Picta sono più di un gruppo e il loro è più di un progetto. È la voglia di condivisione, di ascolto, di osservazione, di emozione, nel fare arte e nel farlo insieme. AA.VV. Ars Picta, è una felice realtà artistica in cui ci si ritrova, per il gusto di imparare dagli altri ed essere d’esempio per gli altri, un continuo do ut des, senza fini e senza filtri. Il progetto “Da tanti punti vista” è un modo per entrare nell’intima atmosfera dell’atelier di questo gruppo di artisti. Al centro un tavolo e come petali di uno stesso fiore: i cavalletti. Sul tavolo oggetti che rievocano, nell’immaginario, Roma e la sua romanità, piccoli frammenti di vissuto, grandi sensazioni di quotidianità. Ogni artista ha dato il suo contributo per allestire la scena, quinte reali e immaginarie per un’esplosione di sensazioni. Da ogni cavalletto, da ogni supporto, le tele si formano, si concretizzano, prendono forme e colori. Citazioni di sagome e profili, come sogni e ricordi. Nei luoghi della pittura, sulle tele, un avvicendamento ritmico di segni, alternati da sospensioni cromatiche, come improvvise attese, nascono le dichiarazioni in chiave pubblica e al tempo stesso privata, sul mondo esterno, sul flusso della vita interiore e degli stati emotivi. Gli artisti indagano ed esplorano la fenomenologia dei ricordi, amplificando la natura interconnessa delle cose nella loro intimità. Dipingere, si sa, esprime sentimenti, intimi turbamenti, ma il valore aggiunto del progetto è guardare la realtà da tanti punti di vista, secondo angolazioni diverse. Un solo punto di vista non consente di comprendere i mutamenti, le diverse luci, le simbologie. Su ogni singola tela, il vissuto di ogni autore, sia umano che artistico, si distacca dalla più cruda individualità, per far parte di un insieme ritmico. Tutte le tele si uniranno per dar vita a un mondo complesso, fatto di un mosaico di sensazioni, che ne esaltano la pluralità dei contenuti, scardinando l’assoluta relatività delle singole concezioni e superando limiti e confini. Perché ” il quadro è di tutti”, e sarà completo, solo quando l’ultimo artista avvicinerà la sua tela finita e il suo punto di vista si sommerà alle altre differenti visioni, in un’articolata narrazione esistenziale nei toni, nei colori nelle sfumature. Solo nella pluralità dei contenuti si arriverà al racconto della storia intima di un singolo artista. Opening venerdì 13 maggio ore 18.30 presso Impact Hub Roma via Palermo 41 – Roma “Da tanti punti di vista” rimarrà in mostra dal 13 maggio al 27 maggio 2022 orario: dalle 16.00 alle 19.00 da Lunedì a Venerdì
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11 Marzo 2022
  -  11 Marzo 2022
25 euro
percorso Eno-Artistico attraverso tutti i colori del vino e della fotografia. Connubio inaspettatoi
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5 Marzo 2022
  -  5 Giugno 2022
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Anime intrecciate In questa mostra vi è la storia del Messico attraverso le anime di due artiste, orgogliose testimoni dei colori e della tradizione del panorama artistico di una nazione. Karla de Lara rappresenta la sua Frida e ne ritrae il fuoco, la passione, il soffio vitale, entrando in punta di piedi nel suo studio d’artista, il luogo più sacro, incubazione di idee e di sfide, ambiente intimo, confine tra pubblico e privato. In questo spazio che separa l’artista dal mondo reale, Karla de Lara abbatte la solida fortezza protettiva e ci fa entrare nel luogo dove si celebra il rito del dipingere. Entriamo nella casa Azul di Città del Messico, e tra specchi, mappamondi, bauli, barattoli ordinati di colori, si intrecciano le storie. Sequenze di ambienti vuoti ma ricchi di anima non sono altro che reinterpretazioni di un realismo magico, che attraversando la pop art approda ad una nuova figurazione nell’esposizione delle immagini, delle architetture, manichini di uno sperimentale viaggio nel tempo. Con un atteggiamento idealistico Karla de Lara rappresenta lo spazio come un fatto mentale: Karla sa essere creatrice di realtà attraverso un filtro personale, grazie alla propria forza espressiva e alla solida padronanza della tecnica, che trasforma ogni pennellata in energia. Le sue sono inquadrature precise all’interno di una composizione seria e ponderata. In queste mura inondate dalla luce, la memoria storica di un vissuto sofferto viene rappresentata attraverso una perdita che trasforma l’assenza in una potenziale presenza. Una sedia a rotelle davanti a un cavalletto, tanti autoritratti surreali, raccontano il Messico nel suo dolore e nella sua storia, rivelano di uno spirito libero intrappolato in busti e fasciature, ma vestito con abiti sgargianti e ariosi. Frida esce dai suoi contorni netti, musa di sé stessa, racconta cosa vuol dire essere donna, essere artista, essere inferma. Inferno dentro, paradiso fuori. Una vera e propria miniera di informazioni sulla vita di una grande artista, attraverso la meticolosa restituzione di oggetti, immagini, architetture, come in un set abbandonato. Karla de Lara mette in scena una sorta di archeologia dell’estetica, rivelando le sue fondamenta e proponendo nuove interpretazioni: lo spazio, il tempo e la memoria si fondono. Se Karla racconta Frida, è anche Frida che racconta Karla con il suo modo audace di ridefinire le icone della cultura popolare, attraverso la consapevole rielaborazione di diversi stili artistici, dall’espressionismo all’iperrealismo, dal simbolismo alla pop art. Karla de Lara Incarna l’eredità e l’esperienza artistica del ‘900 con una visione nuova, moderna e tecnologica. Ha portato il suo lavoro sulla scena internazionale, con la pop art iperrealista. Con gli “occhi di Frida” si conclude il ciclo espositivo di Karla de Lara, sguardo profondo, paradiso amaro che ha sedotto chiunque l’avesse incontrata. Quello sguardo fiero, aspro e sensuale, ambiguo e tagliente è lo sguardo di chi soffre ma ama la vita e ne accetta il dolore: lacrime asciutte in cui disperdere tutta la disperazione. Karla de Lara ha saputo catturare l’essenza di quel percorso dell’anima, tra fierezza e dolore, tra allegria e solitudine; ha placato il dolore di Frida nelle calde pennellate, costante invito ad una lettura meditata dell’opera d’arte, alla ricerca di un significato che vada oltre l’apparenza. Chiara Sticca curatrice
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28 Novembre 2021
spazio Groenlandia - Roma
Il 28 novembre 2021 AntroPoliCentriche, di cui faccio parte,in collaborazione con lo Spazio ViaGroenlandia27 e Casale del Giglio, presentano *Sinestesie, percorsi eno-artistici*. SINESTESIE è un percorso sensoriale, un incontro tra l’arte e l’enologia in cui fotografia e vino si fondono, l’una mette in risalto le caratteristiche dell’altro attraverso un gioco di sensazioni tattili, gusto-olfattive e visive che si incrociano e si ritrovano. In mostra 8 scatti della fotografa Stefania Rosiello, ognuno abbinato ad un etichetta attraverso una degustazione guidata di 8 vini, per scoprire come in ogni calice le caratteristiche dell’uno rimandano a quelle dell’altro. Le opere saranno presentate dall’artista e dalla nostra sommelier, insieme vi guideranno in un viaggio emozionale che coinvolgerà tutti i vostri sensi.
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18 Novembre 2021
  -  25 Novembre 2021
spazio Indoor Contemporary
Vi siete mai chiesti perché la lampadina che si accende simboleggia un’idea? Era il 1878 quando Thomas Edison iniziò le sue ricerche sulla #lampadina a incandescenza, e un anno dopo brevettò la prima lampada a incandescenza #elettrica con filamento di carbonio. Una lampadina che, in un attimo, si accende con una rapida scintilla, proprio come una di quelle #idee che compaiono in mente in un baleno. In realtà la storia ha favorito il nesso tra #idea e #lampadina anche in un altro modo, che nel tempo ha creato l’iconica associazione: mano a mano che il successo della lampadina cresceva, lo stesso accadeva alla popolarità del suo inventore. Così si diffusero le raffigurazioni di Edison con in mano una lampadina elettrica, appoggiato al banco di lavoro, e in questo modo la lampadina ha finito con il rappresentare non solo l’enorme innovazione che era, ma anche l’#abilità inventiva del suo creatore. Un simbolo, quello della lampadina, associato da allora e per sempre al concetto di “nuove idee”. E le idee di certo non mancano al nostro artista Fabio Bix Art Una bella sintesi della sua #arte potrete apprezzarla nella mostra milanese nella nostra #homegallery , a cura di @Chiara Candellone Sticca e in collaborazione con Repubblica del Design e @4Culture.srls Fino al 25 novembre Dalle ore 17 alle ore 20 Viale Jenner, 22 Milano Metro Gialla, Maciachini Spazio Mater – Home Gallery
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12 Ottobre 2021
  -  12 Dicembre 2021
museo MARCH di Catanzaro
ILLUSIONE E IL TEMPO la percezione del tempo è soggettiva, talvolta è illusoria, e questi due vocaboli ILLUSIONE e TEMPO viaggiano spesso insieme. L’artista Fabio Bix ha portato la sua illusione nel museo del tempo e questa mostra è la cronaca di un primo incontro dell’artista con la città di Catanzaro. Ma chi è Fabio Bix? Fabio Bix non è un pittore, eppure dipinge sugli oggetti, non è uno scultore eppure modella la carta, non è un fotografo, eppure, ci regala fotografie meravigliose. Bix è l’artista con la A maiuscola colui che ci fa riflettere e sognare con le sue opere Colui che con apparente casualità, con la sua immediatezza nel stropicciare carta e lentezza nel trovare lo scatto giusto, ci regala qualcosa di più di effimere ma granitiche sculture, imponenti e insolenti. Ci regala un illusione capace di influenzare il senso di presenza e di appartenenza Noi vediamo e crediamo in ciò che osserviamo, abituati a non andare oltre, ci culliamo con un utopia che talvolta è migliore della realtà, e questi luoghi …non luoghi si radicano nella nostra memoria. Tutto sembra naturalmente vero… quanto è naturalmente finto, una macroscopica finzione che diventa una solida realtà. In questa mostra Catanese L’artista Bresciano Fabio Bix ci illuderà che il tempo è solo una sfuggente chimera e Catanzaro avrà la sua illusione, fatta di statue vissute solo per il tempo di uno scatto La città di Catanzaro diventa un’importante tappa del sogno dell’artista. Un pellegrinaggio iniziato in terre lontane come Gerusalemme, New York, Roma e Parigi. Finirà solo quando il mondo avrà la sua statua di carta o si illuderà di averla.
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