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Essere e Divenire un antica alternanza di misteri e certezze

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24 Ottobre 2022
  -  29 Novembre 2022
Faccio Parte del 61 curatori accreditati alla manifestazione
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17 Novembre 2022
via del Corso
su invito
L’arte come veicolo di aggregazione e comunità
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24 Ottobre 2022
  -  29 Ottobre 2022
Equilibrio e semplicità, dialoghi tra il figurativo e l’astratto, questa è Anna è queste sono le sue tele.
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13 Maggio 2022
  -  27 Maggio 2022
Impactart_Roma
In un mondo individualista un gruppo di artisti si ritrova per dipingere in modo corale Una visione ampia e che permette di vedere e fare arte a 360° Questa è non la storia di un gruppo di sette artisti ma è la storia artistica di Giovanni Bonfiglio, Marina Corallo, Patrizia Ercoli, Susanna Ferrante, Angelica Fortuzzi, Daniela Giovannini, Silvana Troisi che insieme compongono AA.VV. Ars Picta. Nati tecnicamente nel 2016 da un’esigenza comune di comunicare con l’arte, accolgono un invito espositivo dal titolo “Includendo” svolto nello spazio Tiburno a Roma. Con “La natura morta” molteplici stili , ma soprattutto sensibilità espressive diversificanti, si fondono pur mantenendo la propria marcata identità. Sette piccoli tasselli che compongono un grande unico quadro. Scoprono la bellezza della condivisione e dell’ascolto, ognuno ha il tempo e il modo di realizzare il pensiero artistico, già unico e completo, ma inscindibile dai lavori degli altri pittori. Il quadro si compone e si scompone senza mai perdere potenza ne credibilità. Il Progetto presentato nella ex galleria di via Palermo ora Impactart_Roma ha il titolo di “Da tanti i punti di vista”. E come nasce un progetto? Da un’idea ma soprattutto da un gruppo di persone che si ritrovano per un fine comune. AA.VV. Ars Picta sono più di un gruppo e il loro è più di un progetto. È la voglia di condivisione, di ascolto, di osservazione, di emozione, nel fare arte e nel farlo insieme. AA.VV. Ars Picta, è una felice realtà artistica in cui ci si ritrova, per il gusto di imparare dagli altri ed essere d’esempio per gli altri, un continuo do ut des, senza fini e senza filtri. Il progetto “Da tanti punti vista” è un modo per entrare nell’intima atmosfera dell’atelier di questo gruppo di artisti. Al centro un tavolo e come petali di uno stesso fiore: i cavalletti. Sul tavolo oggetti che rievocano, nell’immaginario, Roma e la sua romanità, piccoli frammenti di vissuto, grandi sensazioni di quotidianità. Ogni artista ha dato il suo contributo per allestire la scena, quinte reali e immaginarie per un’esplosione di sensazioni. Da ogni cavalletto, da ogni supporto, le tele si formano, si concretizzano, prendono forme e colori. Citazioni di sagome e profili, come sogni e ricordi. Nei luoghi della pittura, sulle tele, un avvicendamento ritmico di segni, alternati da sospensioni cromatiche, come improvvise attese, nascono le dichiarazioni in chiave pubblica e al tempo stesso privata, sul mondo esterno, sul flusso della vita interiore e degli stati emotivi. Gli artisti indagano ed esplorano la fenomenologia dei ricordi, amplificando la natura interconnessa delle cose nella loro intimità. Dipingere, si sa, esprime sentimenti, intimi turbamenti, ma il valore aggiunto del progetto è guardare la realtà da tanti punti di vista, secondo angolazioni diverse. Un solo punto di vista non consente di comprendere i mutamenti, le diverse luci, le simbologie. Su ogni singola tela, il vissuto di ogni autore, sia umano che artistico, si distacca dalla più cruda individualità, per far parte di un insieme ritmico. Tutte le tele si uniranno per dar vita a un mondo complesso, fatto di un mosaico di sensazioni, che ne esaltano la pluralità dei contenuti, scardinando l’assoluta relatività delle singole concezioni e superando limiti e confini. Perché ” il quadro è di tutti”, e sarà completo, solo quando l’ultimo artista avvicinerà la sua tela finita e il suo punto di vista si sommerà alle altre differenti visioni, in un’articolata narrazione esistenziale nei toni, nei colori nelle sfumature. Solo nella pluralità dei contenuti si arriverà al racconto della storia intima di un singolo artista. Opening venerdì 13 maggio ore 18.30 presso Impact Hub Roma via Palermo 41 – Roma “Da tanti punti di vista” rimarrà in mostra dal 13 maggio al 27 maggio 2022 orario: dalle 16.00 alle 19.00 da Lunedì a Venerdì
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11 Marzo 2022
  -  11 Marzo 2022
25 euro
percorso Eno-Artistico attraverso tutti i colori del vino e della fotografia. Connubio inaspettatoi
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5 Marzo 2022
  -  5 Giugno 2022
Palazzina di Caccia di Stupinigi
Anime intrecciate In questa mostra vi è la storia del Messico attraverso le anime di due artiste, orgogliose testimoni dei colori e della tradizione del panorama artistico di una nazione. Karla de Lara rappresenta la sua Frida e ne ritrae il fuoco, la passione, il soffio vitale, entrando in punta di piedi nel suo studio d’artista, il luogo più sacro, incubazione di idee e di sfide, ambiente intimo, confine tra pubblico e privato. In questo spazio che separa l’artista dal mondo reale, Karla de Lara abbatte la solida fortezza protettiva e ci fa entrare nel luogo dove si celebra il rito del dipingere. Entriamo nella casa Azul di Città del Messico, e tra specchi, mappamondi, bauli, barattoli ordinati di colori, si intrecciano le storie. Sequenze di ambienti vuoti ma ricchi di anima non sono altro che reinterpretazioni di un realismo magico, che attraversando la pop art approda ad una nuova figurazione nell’esposizione delle immagini, delle architetture, manichini di uno sperimentale viaggio nel tempo. Con un atteggiamento idealistico Karla de Lara rappresenta lo spazio come un fatto mentale: Karla sa essere creatrice di realtà attraverso un filtro personale, grazie alla propria forza espressiva e alla solida padronanza della tecnica, che trasforma ogni pennellata in energia. Le sue sono inquadrature precise all’interno di una composizione seria e ponderata. In queste mura inondate dalla luce, la memoria storica di un vissuto sofferto viene rappresentata attraverso una perdita che trasforma l’assenza in una potenziale presenza. Una sedia a rotelle davanti a un cavalletto, tanti autoritratti surreali, raccontano il Messico nel suo dolore e nella sua storia, rivelano di uno spirito libero intrappolato in busti e fasciature, ma vestito con abiti sgargianti e ariosi. Frida esce dai suoi contorni netti, musa di sé stessa, racconta cosa vuol dire essere donna, essere artista, essere inferma. Inferno dentro, paradiso fuori. Una vera e propria miniera di informazioni sulla vita di una grande artista, attraverso la meticolosa restituzione di oggetti, immagini, architetture, come in un set abbandonato. Karla de Lara mette in scena una sorta di archeologia dell’estetica, rivelando le sue fondamenta e proponendo nuove interpretazioni: lo spazio, il tempo e la memoria si fondono. Se Karla racconta Frida, è anche Frida che racconta Karla con il suo modo audace di ridefinire le icone della cultura popolare, attraverso la consapevole rielaborazione di diversi stili artistici, dall’espressionismo all’iperrealismo, dal simbolismo alla pop art. Karla de Lara Incarna l’eredità e l’esperienza artistica del ‘900 con una visione nuova, moderna e tecnologica. Ha portato il suo lavoro sulla scena internazionale, con la pop art iperrealista. Con gli “occhi di Frida” si conclude il ciclo espositivo di Karla de Lara, sguardo profondo, paradiso amaro che ha sedotto chiunque l’avesse incontrata. Quello sguardo fiero, aspro e sensuale, ambiguo e tagliente è lo sguardo di chi soffre ma ama la vita e ne accetta il dolore: lacrime asciutte in cui disperdere tutta la disperazione. Karla de Lara ha saputo catturare l’essenza di quel percorso dell’anima, tra fierezza e dolore, tra allegria e solitudine; ha placato il dolore di Frida nelle calde pennellate, costante invito ad una lettura meditata dell’opera d’arte, alla ricerca di un significato che vada oltre l’apparenza. Chiara Sticca curatrice
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